Rinnovo del permesso di soggiorno senza redditi pregressi

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I lavoratori stranieri rivolgono spesso agli sportelli informativi il seguente quesito: “Ho un contratto di lavoro ma mi manca il reddito dei mesi precedenti, perché ero disoccupato. La Questura non mi vuole rinnovare il permesso di soggiorno: cosa possa fare?” La questione è rilevante in tema di contrasto allo sfruttamento lavorativo, perché la perdita del permesso di soggiorno comporta una maggiore vulnerabilità del lavoratore che, con ogni probabilità, è più esposto al rischio di essere sfruttato nel mercato del lavoro sommerso.

 

Permesso di soggiorno legato al reddito

Come si accenna in altra scheda informativa, quasi tutti i permessi di soggiorno in Italia sono legati a un reddito minimo: per ottenere un rinnovo è necessario dimostrare di disporre di “mezzi di sussistenza sufficienti”. Per questo motivo le Questure chiedono di produrre buste paga e dichiarazioni dei redditi, non solo per l’anno in corso ma spesso anche per i periodi precedenti.

 

Cosa succede se manca il reddito degli anni precedenti?

Può capitare – e anzi, in tempi di crisi economica, capita frequentemente – che il lavoratore straniero abbia perso il lavoro per alcuni mesi, ma che al momento del rinnovo del permesso di soggiorno sia riuscito ad ottenere un nuovo contratto di lavoro. In questo caso, lo straniero dispone di un impiego, ma non ha un reddito per l’anno precedente: il problema è che, per alcune Questure, la mancanza di un reddito pregresso è un motivo sufficiente per rifiutare il permesso di soggiorno.

 

È legittimo negare il permesso perché il reddito degli anni precedenti manca o è troppo basso?

Vediamo con attenzione quel che dice la legge.

Il Testo Unico dell’Immigrazione, cioè la norma fondamentale in materia di permessi di soggiorno, stabilisce che può soggiornare in Italia solo lo straniero che disponga dei requisiti per l’ingresso (art. 5 comma 5):«il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati e, se il permesso di soggiorno è stato rilasciato, esso è revocato, quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato». «L’Italia», dice d’altra parte l’art. 4 comma 3, «consentirà l’ingresso nel proprio territorio allo straniero che dimostri (…) la disponibilità di mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno».

Il reddito deve dunque essere sufficiente «per la durata del soggiorno»: cioè, se chiedo un permesso per un anno, devo dimostrare risorse economiche sufficienti a mantenermi per un anno. La finalità di questa norma è quella di garantire che la presenza sul territorio nazionale non costituisca “un onere eccessivo per lo Stato ospitante”: si richiede, cioè, che, gli stranieri siano in grado di mantenersi da soli nel periodo in cui staranno in Italia.

Se le cose stanno così, il requisito del reddito va accertato per il futuro, non per il passato: la Questura deve infatti valutare se lo straniero possiede risorse economiche per il periodo di permanenza richiesto.

Dunque, se non ho maturato reddito nei mesi e negli anni passati, ma nel frattempo ho firmato un contratto di lavoro che mi garantisce, per il futuro, uno stipendio sufficiente, la Questura deve rinnovarmi il permesso di soggiorno. Così hanno stabilito tra l’altro molti giudici, nelle loro sentenze su ricorsi presentati dagli stranieri (si veda, ad esempio, la sentenza del TAR Toscana, sezione seconda, n. 916 del 15/05/2014).

 

Cosa fare se la Questura nega il permesso di soggiorno?

Molte Questure, ancora oggi, chiedono in modo tassativo i redditi passati, anche quando gli stranieri presentano contratti di lavoro in essere. Che fare in questi casi?

Purtroppo se la Questura ha preso una decisione definitiva – cioè, se il permesso di soggiorno è stato rifiutato – l’unica cosa da fare è quella di andare da un avvocato e presentare un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale competente.

Di solito, però, prima del rifiuto definitivo, le Questure consegnano un documento chiamato “avvio di procedimento finalizzato al rifiuto del permesso di soggiorno”: si tratta di un avviso, in cui si dice che il permesso non potrà essere rinnovato. In questo caso lo straniero ha diritto di inviare alla Questura ulteriori documenti relativi al suo caso.

È in questa fase che si può intervenire, ricordando alle autorità competenti cosa dice la legge, e cosa dicono le sentenze dei giudici. Alla fine di questa scheda informativa trovate un esempio di “memoria” – da inviare alla Questura tramite raccomandata con ricevuta di ritorno – che può essere modificata e adattata al singolo caso.

 

FAC-SIMILE: Memoria per la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno senza redditi pregressi

 

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