La raccolta dei rifugiati. Trasparenza di filiera e responsabilità sociale delle aziende

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Il secondo rapporto di #FilieraSporca presenta un nuovo viaggio nella filiera dell’arancia, per indagare le cause del caporalato nell’anno 2016, che ha fatto registrare oltre dieci morti nei campi e centinaia di migliaia di braccianti, stranieri e italiani, sfruttati per la raccolta dell’ortofrutta. Il lavoro gravemente sfruttato, di fatto schiavile, si trasforma nel contesto della cosiddetta “crisi dei rifugiati” e registra un significativo aumento nell’impiego di migranti richiedenti asilo, come quelli del Cara di Mineo.

Col suo Secondo Rapporto, #FilieraSporca continua a indagare le cause strutturali dello sfruttamento di cui si alimentano numerosi settori dell’agricoltura italiana. Lo fa con un lavoro di ricerca e inchiesta, interrogando i grandi attori della filiera agroalimentare, denunciando la mancata trasparenza della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e il ruolo distorto delle Organizzazioni dei produttori (OP) che agiscono come moderni feudatari, dimostrando come il costo delle arance imposto dagli attori più forti della filiera riduca in povertà i piccoli produttori e faccia decadere il Made in Italy.

 

Scarica il Rapporto “La raccolta dei rifugiati”

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